Salute

Gial Plast

 

 

INQUINAMENTO AMBIENTALE

 

 

L’inquinamento ambientale  è un’alterazione dell’ambiente naturale che può essere di origine chimico o fisica  in grado di produrre  patologie o danni permanenti per la vita a persone, animali, habitat naturali e addirittura nei casi più gravi ad interi Ecosistemi, provocando cosi degli squilibri naturali di svariate grandezze. L’ inquinamento è nocivo per la vita e altera in maniera significativa le caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua, del suolo e dell'aria, è una forma di contaminazione con sostanze e materiali dannosi per l'ambiente e per la salute degli esseri umani, capaci di interferire con i naturali meccanismi di funzionamento degli ecosistemi o di comprometterli danneggiando uno o più forme di vita.

Esistono molti tipi di inquinamento, suddivisi a seconda dell'elemento inquinante o inquinato:

Quando si parla di sostanze inquinanti solitamente ci si riferisce a prodotti della lavorazione industriale, ma è bene ricordare che anche sostanze apparentemente innocue possono compromettere seriamente un ecosistema: per esempio latte o sale versati in uno stagno.

Per quanto riguarda la tossicità sull'uomo, uno dei parametri più utilizzati è la cosiddetta DL50, ovvero la dose che uccide il 50% di individui sottoposti a tale dose. Le unità di misura dei DL50 sono milligrammi di sostanza per chilogrammo di peso dell'individuo: si tratta di una misura della tossicità acuta.

In base a questo parametro le sostanze si dividono in:

Tra gli elementi ed i composti chimici i più tossici (per ingestione) ci sono:

Dal punto di vista della tossicità cronica, le sostanze possono essere suddivise in:

Le principali sostanze tossiche che si possono avere nell'atmosfera sono: arsenico, amianto, benzene, tetracloruro di carbonio, cromo, diossano, dibromuro e dicloruro di etilene, metalli pesanti (piombo, cadmio, nichel, arsenico, uranio), nitrosoammine, percloroetilene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), cloruro di vinile, clorofluorocarburi (CFC). Inoltre uno dei maggiori agenti inquinanti presenti nell'aria è il particolato prodotto dalle combustioni, che viene classificato in base al diametro medio delle particelle solide.

Si può definire l'inquinamento atmosferico come la presenza nell'atmosfera di sostanze che causano un effetto misurabile sull'essere umano, sugli animali, sulla vegetazione o sui diversi materiali; queste sostanze di solito non sono presenti nella normale composizione dell'aria, oppure lo sono ad un livello di concentrazione inferiore.

L'inquinamento può realizzarsi sia a livello locale che a livello globale. Per esempio, la combustione del carbone produce un fumo che in concentrazioni sufficienti può essere un pericolo per la salute.

 

 

Rischi per la salute

 

Si è stabilito che gli inquinanti hanno un ruolo in molte patologie. Per quello che riguarda l'inquinamento atmosferico le più studiate sono quelle a carico dell'apparato polmonare, cardiocircolatorio e del sistema immunitario, seguito dai tumori:

 

Molti legami sono stati dimostrati, con dirette correlazioni tra inquinamento e malattie. Esistono anche delle sindromi che hanno preso il nome da celebri casi di inquinamento: per esempio la malattia di Minamata (in seguito ad un disastro ecologico avvenuto nella città giapponese di Minamata), causata da composti del mercurio.

L’emissioni di polveri derivanti da processi di combustione (motori, caldaie a gasolio, bruciatori industriali) sono quelle che determinano i maggiori effetti sulla salute umana.
Per ogni aumento di 10 microgrammi per metro cubo di polveri sottili (aumenti assai modesti, che purtroppo si verificano ripetutamente e di ben maggiore entità nelle aree metropolitane in inverno e in estate) si ha un aumento della mortalità globale giornaliera di circa l’1%. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato che ogni anno nel mondo 800.000 morti sono attribuibili all’inquinamento.

Quali sono le più frequenti malattie da inquinamento dell’aria?

L’aumento della mortalità globale è determinato principalmente dall’aumento delle malattie cardiovascolari (infarto miocardico, ictus cerebrale, trombosi venosa, embolia polmonare): che avviene perché le polveri più sottili penetrano nei polmoni e passano direttamente nel sangue, dove attivano il meccanismo della coagulazione (vedi Figura). Aumenta così il rischio di formazione di trombi, che occludono i vasi venosi e arteriosi e causano danni ischemici agli organi corrispondenti. Le polveri fini alterano anche la regolazione del sistema autonomo del cuore, facilitando l’insorgenza di aritmie, talvolta mortali. Gli stessi effetti nocivi vengono esercitati da gas come gli ossidi di azoto e l’ozono, che sono strettamente collegati ai livelli di polveri nei periodi di massimo inquinamento dell’aria.

 meccanismo patogenetico delle polveri sottili

Come le polveri sottili danneggiano il cuore ?

Le polveri sottili (PM) e gli inquinanti gassosi inalati con il respiro giungono nel polmone, dove determinano infiammazione locale e generale. A sua volta l’infiammazione altera la regolazione del sistema nervoso autonomo, che può provocare tachicardia, aritmie ed ipertensione. La componente più sottile delle polveri e i gas passano anche direttamente nel sangue, dove oltre a contribuire ad alterare la regolazione autonomica, contribuiscono anche ad attivare i fattori della coagulazione e a determinare così un aumento della coagulabilità. Questa, in presenza di placche aterosclerotiche vulnerabili, facilita la trombosi e determina ischemia del cuore e di altri organi (cervello, vene).

Questi effetti nocivi sulla salute sono reversibili?

E’ stato chiaramente dimostrato (purtroppo per ora solo negli USA) che se si riesce a ridurre la concentrazione di polveri sottili di circa 20 microgrammi la mortalità giornaliera scende, così bruscamente e con la stessa entità con cui era salita con l’incremento delle polveri. Gli interventi strutturali che hanno portato a questo effetto negli USA sono stati soprattutto la limitazione del traffico automobilistico.

 

Gli anziani sono più colpiti dei giovani e dei bambini?

Gli anziani sono a maggior rischio intrinseco di sviluppare malattie cardiovascolari: peraltro, i giovani e i bambini non sono risparmiati da queste malattie legate all’inquinamento dell’aria. I bambini sono più esposti soprattutto al rischio di asma bronchiale e di bronchiti: malattie gravi, anche se meno frequentemente mortali delle malattie cardiovascolari. L’apparato respiratorio si sviluppa in maniera inadeguata nei bambini piccoli esposti all’inquinamento, che diventano così più suscettibili a malattie del polmone anche da adulti.

L’inquinamento dell’aria aumenta l’incidenza di tumori?

Ciò è assodato da numerosi studi epidemiologici, che mettono in relazione l’incidenza dei tumori con il livello di esposizione all’inquinamento. La principale differenza fra l’effetto sui tumori e quello sulle malattie cardiovascolari è che il primo si manifesta attraverso l’accumulo a lungo temine, mentre quello sulle malattie cardiovascolari è molto più rapido. Il meccanismo dello sviluppo di tumori è complesso, ma gioca sicuramente un ruolo importante, oltre all’infiammazione indotta nel polmone dalle polveri sottili, anche il fatto che le polveri assorbono come spugne e veicolano nel sangue umano le sostanza più tossiche presenti nell’ambiente: acidi, metalli, nitrati, solfati e particelle di carbone.

Ci si può difendere dall’inquinamento?

Si possono realizzare alcuni piccoli accorgimenti, anche se essi non possono certo vicariare gli interventi più strutturali: i soli che possono veramente cambiare la situazione! Ciò detto, soprattutto gli anziani e i cardiopatici possono cercare di evitare le strade a maggior traffico, se si devono recare al lavoro o semplicemente passeggiare. Si può sperare di avere la fortuna di abitare lontano dalle strade a maggior intensità di traffico, e ai piani più alti. Si può evitare di portare in queste strade i bambini, che per statura o uso di passeggini sono obbligati a respirare gli strati più bassi dell’atmosfera. Si può evitare di correre, e quindi di introitare più inquinanti, nelle strade più trafficate; scegliendo per l’attività fisica e sportiva giardini e parchi, deve l’inquinamento è sicuramente minore.

                              

Principali cause di inquinamento

 

Gli inquinanti atmosferici possono essere naturali o antropici (esempio: per il PM10 si stima che sul pianeta vengano prodotti dalla natura 2000-13000 teragrammi/anno mentre dalle fonti antropiche 200-600 teragrammi/anno, la differenza è che le fonti antropiche sono ristrette relativamente in piccole zone (città, zone industriali...)

Negli ultimi anni si è adottata una logica di diminuzione delle emissioni da parte dei veicoli anche con l'introduzione delle fasce euro1,2,3 ecc. e ponendo obbligatoria la marmitta catalitica, e il filtro anti-particolato.

 

Principali inquinanti

 

Data la grande varietà di sostanze presenti in atmosfera, sono stati proposti numerosi metodi di classificazione: in primo luogo si può classificare in base alla composizione chimica, per cui si parla principalmente di composti che contengono zolfo, composti che contengono azoto, ce contengono il carbonio e composti alogeni. In secondo luogo si può classificare in base allo stato fisico: gassoso, liquido o solido; infine si può suddividere in base al grado di reattività in atmosfera, in sostanze primarie o secondarie.

Gli inquinanti primari possono essere di tipo gassoso o particolato.

Tra i gas si segnalano :

Il particolato è un aerosol che si classifica in ragione del diametro delle particelle; si considerano grossolane quelle con diametro maggiore di 2.5 µm e fini quelle con diametro inferiore a 2.5 µm. Si distinguono inoltre come inalabili le particelle con diametro minore di 10 µm (PM10). Le particelle atmosferiche sono di solito misurate in PTS (Polveri Totali Sospese): Quando il diametro aerodinamico medio è minore di 10 micron (possono raggiungere i polmoni), PM2,5 quando il loro diametro aerodinamico medio è inferiore a 2,5 micron (più dannose perché possono passare attraverso i filtri delle vie aeree respiratorie superiori).
L'attenzione si sta ora focalizzando sull'impatto sulla salute di particelle ancora più piccole, le PM0,1 e le cosiddette nanopolveri (ancora più fini), che penetrando ulteriormente a fondo, sono ritenute ancora più dannose.

 

 

Contaminanti Gassosi

 

Contaminanti gassosi importanti sono:

 

 

 

Effetti degli inquinanti sulla salute umana

 

Monossido di carbonio, (CO): Gli effetti negativi del monossido di carbonio sulla salute umana sono legati alla capacità del CO di unirsi all'emoglobina del sangue formando la carbossiemoglobina (COHb). In questo modo il CO occupa il posto normalmente occupato dall'ossigeno, così da ridurre la capacità del sangue di trasporto dell'ossigeno e di conseguenza la quantità di ossigeno che il sangue lascia nei tessuti. inoltre vi è la possibilità che il CO si unisca ad alcuni composti presenti nei tessuti stessi riducendo la loro capacità di assorbire ed usare ossigeno. La concentrazione di COHb presente nel sangue è naturalmente legata alla concentrazione di CO presente nell'aria che viene respirata . Molti sono gli studi fatti per capire il legame tra la percentuale di COHb nel sangue e gli effetti sanitari macroscopici. I danni arrecati dal COHb alla salute umana sono legati essenzialmente agli effetti sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso.


PM10: il PM10 interessa principalmente l'apparato respiratorio e cardiocircolatorio, il PM10 tende a depositarsi nelle vie respiratorie e va ad interessare varie parti del sistema respiratorio in base alla propria dimensione, infatti il PM10 (particelle con diametro minore a 10 micron) tendono a depositarsi nella parte superiore(faringe) mentre con diametri piferiori le polveri tendono a depositarsi sempre più in profondità fino a raggiungere anche le pareti alveolari (PM0,65) , queste polveri possono comportare l'insorgenza di tumori e di disturbi vari.

 

 

Effetti degli inquinanti sull'ambiente

 

I principali effetti che gli inquinanti provocano nell'ambiente sono l'effetto serra, e le piogge acide poi naturalmente comportano anche altri problemi come il buco dell'ozono ed altri problemi meno visibili sulla flora e fauna.

L'effetto serra di per sé non è un fenomeno negativo perché senza di esso la superficie terrestre si presenterebbe con una temperatura media inferiore ai -18 °C invece degli attuali +15 °C, ma può diventare dannoso nel caso si continui ad emettere inquinanti in modo incontrollato (gas serra regolamentati dal protocollo di Kyoto: CO2, CH4, N2O, PF, HCF, SF6)