Ricicla i Rifiuti

Gial Plast

 

OGNUNO PER LA SUA STRADA. (le quattro R)

 

Che fine fanno i tuoi rifiuti?

 

* ORGANICO: L’ORGANICO costituisce la porzione più rilevante (quasi il 50%) dei rifiuti differenziati dai cittadini e il suo recupero riveste quindi un ruolo strategico per la salvaguardia dell’ambiente.
Descrizione: orgqnicoi.gifCOSA POSSIAMO FARE: Il compostaggio è una pratica realizzabile anche nel proprio giardino: consiste nell’accumulare gli scarti alimentari della cucina e quelli dell’orto-giardino in una COMPOSTIERA o COMPOSTER, vale a dire un compositore dotato di un coperchio, in alto, di uno sportellino laterale, in basso, da cui prelevare il compost maturo e di una serie di fessure o fori indispensabili per la raccolta dell’aria al suo interno. La diffusione del COMPOSTAGGIO DOMESTICO permette di ridurre in modo significativo peso e volume dei R.S.U. che devono essere trasportati e smaltiti.

Normalmente nei Comuni vengono raccolti l’ “umido” (costituito da scarti alimentari provenienti da cucine e mense) e il “verde” (sfalci e potature da giardini e parchi).

In questo modo è possibile recuperare la propria frazione organica dei rifiuti attraverso un processo naturale che consente di ricavare un buon terriccio per fiori e piante.

 

* CARTA: La carta assieme al cartone, è il rifiuto che da più anni viene differenziato. Perlopiù è intercettata singolarmente, per evitare che venga sporcata dalle impurità delle altre frazioni di rifiuto, anche se i

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n alcuni casi si raccoglie congiuntamente a plastica e metalli. Carta e cartone vengono selezionati, ovvero vengono eliminati tutti gli elementi non cellulosici scartati perché non utili al processo di produzione della carta. Vengono quindi pressati e confezionati in balle. A questo punto sono già considerati materie prime seconde da avviare alle cartiere per il riciclo vero e proprio. Noi cittadini possiamo: Differenziare la carta evitando di conferire impurità che rendono più difficoltoso e costoso il riciclaggio, acquistare prodotti in carta riciclata per alimentare il mercato del riciclo e l’occupazione creata dallo stesso.

CARTIERA: Qui si avvia il processo di riciclaggio: la carta da macero, opportunatamente mischiata ad una piccola quota di fibre vergini, viene gettata in una grande vasca piena d’acqua di un apposito macchinaro chiamato PULPER (SPAPPOLATORE), che ha la funzione di separare le fibre.

Si crea in questo modo una poltiglia di acqua e fibre. Questa pasta di carta viene poi privata di ulteriori impurità attraverso FILTRI e DEPURATORI e avviata alla produzione cartaria nelle macchine continue dove avvengono pressatura, essiccatura e  avvolgimento finale del nuovo foglio di carta o cartone in speciali bobine.

IL PRODOTTO FINALE: LA CARTA RICICLATA: In Italia l’utilizzo della carta da macero raggiunge percentuali molto elevate nella produzione di cartoncini e cartoni per imballaggi e sotto forma di libri, giornali e riviste.


* VETRO: Il vetro può essere raccolto da solo o in abbinamento a imballaggi metallici (lattine, barattoli in banda stagnata) o in plastica, subito dopo la raccolta il vetro deve essere sottoposto a un operazione 

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di selezione e pulizia presso un impianto specializzato, dove viene separato da altri materiali con cui è raccolto, e dalle frazioni estranee. Una volta pulito, il rottame di vetro viene macinato e ridotto in piccole pezzature (frammenti vetrosi) e avviato alla vetreria come “vetro pronto al forno”.

COSA POSSIAMO FARE: Differenziare il vetro in casa, eliminando tappi, fascette plastiche e sugheri prima di buttarlo negli appositi contenitori.

Non conferire insieme al vetro ceramica, terracotta e altri materiali che ne compromettono il corretto riciclaggio.

Evitare di conferire lampade, specchi e altri oggetti in vetro che non sono imballaggi.

Per produrre meno rifiuti preferire, quando possibile, prodotti alla spina o venduti sfusi.

VETRERIA: Il vetro “pronto al forno” viene trasportato per il riciclo in vetreria, dove viene miscelato con una sempre più piccola quota di materie prime e viene immesso nel forno per la fusione. Dopo la fusione la massa vetrosa ottenuta viene soffiata in appositi stampi che le danno la forma della nuova bottiglia.

IL PRODOTTO FINALE. IL VETRO RICICLATO: Grazie alla natura del materiale, i contenitori usati possono essere riciclati varie volte dando vita a nuove bottiglie o vasi o flaconi.

Nel nostro paese si raccoglie generalmente vetro di colore misto (non separato per colore) con cui si producono contenitori in vetro colorato (giallo o verde).

Il rottame di vetro misto non è quindi utilizzabile per la produzione di vetro bianco, che si ottiene dal riciclaggio di solo vetro di tale colore.

 

*PLASTICA: Nell’ambito degli imballaggi, quelli in plastica registrano da anni il maggior tasso di crescita e sviluppo, ma presentano maggiori difficoltà per l’effettivo riciclo. Non si tratta infatti di un unico 

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materiale, ma di una vasta gamma di sostanze sintetiche di diversa natura e composizione. Per poter essere recuperate devono quindi essere attentamente suddivise in categorie omogenee, per ognuna delle quali esiste un preciso processo di riciclo e lavorazione industriale.

Per queste ragioni la fase di selezione assume nel caso della plastica un’importanza e una delicatezza maggiore, rispetto agli altri rifiuti indifferenziati.

IMPIANTO DI SELEZIONE:  La plastica è inviata in impianti, dove viene prima di tutto separata dalle frazioni estranee e dagli altri materiali. Viene quindi suddivisa, generalmente tramite selettori ottici, nelle sue componenti principali, ovvero: bottiglie in PET (ulteriormente suddivise in incolori, colorate e azzurrate), flaconi in HDPE, film plastici, imballaggi misti di piccole dimensioni e cassette.

COSA POSSIAMO FARE: Raccogliere gli imballaggi in plastica seguendo le indicazioni dei gestori locali;

IMPIANTO DI RECUPERO: Ogni tipologia di plastica viene inviata a specifici impianti di recupero dove avvengono processi di lavaggio e macinazione da cui si ricavano: SCAGLIE che derivano dalla lavorazione dei contenitori oer bevande in PET, GRANULI dal trattamento dei rifiuti d’imballaggio in HDPE o del film da imballaggio in polietilene, da avviare come materie prime seconde al comparto industriale.

AZIENDE DI PRODUZIONE DEI NUOVI PRODOTTI PLASTICI: Le scaglie di PET sono destinate prevalentemente alla produzione di fibre tessili (imbottiture, pile,..) e anche di lastre con cui realizzare, tramite termoforatura, blister e vaschette non alimentari. I granuli di polietilene sono invece utilizzati per la preparazione di componenti tecnici per l’edilizia (tubi, passacavi, scatole, ecc.), cementi alleggeriti o oggetti di arredo urbano e da giardino (panchine, fioriere, cestini…).

IL PRODOTTO FINALE - GLI OGGETTI IN PLASTICA RICICLATA: Alcuni esempi di riciclo:

un flacone di detersivo può diventare isolante per edilizia;

una bottiglia di PET può divenir tessuto pile;

una borsa per la spesa può essere trasformata in nuovi sacchi per la nettezza urbana;

plastiche eterogenee possono essere riciclate in pavimenti, giochi per parchi, elementi di arredo urbano.

 

*I METALLI: Sotto il termine “metalli” vengono comunemente compresi i rifiuti differenziati che comprendono gli imballaggi in alluminio (lattine…) e quelli in banda stagnata (barattoli e contenitori in 

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acciaio).

COSA POSSIAMO FARE: Se possibile acquistare gli stessi prodotti sfusi, a peso o in confezioni di grande formato.

IMPIANTO DI RECUPERO: Il materiale viene avviato in impianti dove vengono separati i contenitori in ALLUMINIO da quelli in BANDA STAGNATA (ferro o acciaio) e dalle altre frazioni estranee. Successivamente le due tipologie di imballaggi, una volta pressate in balle, vengono inviate alle rispettive FONDERIE per iniziare una nuova vita. I contenitori in banda stagnata, prima di essere sottoposti alla vera e propria operazione di riciclo, devono subire il processo di destagnatura che permette la rigenerazione dell’acciaio e il recupero della spugna di stagno (avviata ad un’ulteriore attività di riciclo).

FONDERIA: Nelle fonderie il rottame metallico, opportunamente triturato per facilitare il processo di rifusione, viene caricato in un forno progettato per eliminare sporco e vernice.
Una volta fuso viene quindi versato in grandi stampi, in modo da ottenere differenti tipi di lingotti. Quelli in alluminio possono essere utilizzati per ottenere nuovamente scatolette, lattine, bombolette; quelli in acciaio diventano generalmente tondini utilizzati in edilizia o costituenti di oggetti come elettrodomestici, biciclette, tegami, ecc.

 

 

*LEGNO: I rifiuti legnosi sono avviati ad impianti di recupero dove viene effettuata la prima selezione e pulitura dei materiali per eliminare tutte le frazioni estranee. Poi vengono ridotti di volume, pressati e 

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triturati in modo da essere consegnati ai riciclatori già pronti per la lavorazione industriale.

COSA POSSIAMO FARE: Conferire i rifiuti da imballaggio costituiti da legno (cassette per l’ortofrutta, piccoli contenitori alimentari in legno, bancali, imballaggi industriali), e le frazioni merceologiche similari, ovvero mobili rotti, porte, infissi, ecc.

IMPIANTO DI RICICLO DEL LEGNO: Presso i riciclatori i rifiuti legnosi vengono triturati, puliti ed essiccati per ottenere scaglie di legno di diverse grammature (chips).

I chips diventano nuova materia prima per il circuito industriale produttivo: saranno usati per comporre il cuore dei pannelli a base di legno.

Il riciclo e recupero dei prodotti legnosi evita la dispersione di anidride carbonica in atmosfera con indubbi vantaggi per l’ambiente

I PRODOTTI DEL RICICLO: I chips vengono principalmente utilizzati come base per i semilavoratori dell’industria del mobile, diventando principalmente pannello truciolare (93%). In misura minore il legno riciclato diventa pasta di cellulosa per le cartiere o blocchi di legno-cemento per il comparto edilizio.

 

*I RIFIUTI ELETTRONICI: Tutti gli oggetti e le apparecchiature che contengono parti elettriche a fine vita diventano RAEE. Si tratta per esempio dei grandi e piccoli elettrodomestici quali frigoriferi, 

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congelatori, lavatrici,lavastoviglie, ferri da stiro, robot da cucina, asciugacapelli, rasoi elettrici, sveglie, bilance; delle apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni come televisori, computer, stampanti, cellulari; degli apparecchi di illuminazione comprese le lampade al neon; di giocattoli e altri oggetti elettronici per lo sport e il tempo libero.

IMPIANTI DI TRATTAMENTO RAEE: La prima operazione consiste nella MESSA IN SICUREZZA che comprende tutte le operazioni necessarie a rendere sicura l’apparecchiatura per l’ambiente e per la salute dell’uomo.

In particolare viene effettuata la rimozione di fluidi, preparati e componenti pericolosi. Avviene quindi lo SMONTAGGIO dei pezzi riutilizzabili. Le carcasse vengono solitamente frantumate e compresse.

IMPIANTO DI RECUPERO: I materiali recuperabili estratti seguono percorsi distinti. Quelli già idonei al loro reimpiego sono destinati al comparto industriale per la produzione di nuovi beni. Altri invece devono essere sottoposti ad ulteriori operazioni di recupero: si tratta di componenti che contengono ancora sostanze pericolose, la cui rimozione e trattamento avvengono in impianti specializzati.

IL PRODOTTO FINALE - IL RECUPERO DELLE COMPONENTI UTILI: L’importanza della raccolta separata dei RAEE è dovuta al fatto che questi, contenendo sostanze pericolose, rappresentano un potenziale rischio per l’ambiente e la salute umana se non vengono trattati o smaltiti in modo adeguato.

 

*ALTRI TIPI DI RIFIUTI:

FARMACI:      I farmaci sono prodotti chimici che possiedono una data di scadenza, oltre la quale non sono più utilizzabili. A questo punto diventano rifiuti e vanno differenziati per poter essere smaltiti, in 

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quanto:

non sono biodegradabili e quindi rimangono a lungo nell’ambiente;

contengono principi attivi che possono essere dannosi per gli animali e l’uomo;

si accumulano nell’ecosistema (sedimenti e acqua) entrando nelle catene alimentari.
Tali rifiuti vengono raccolti e inviati ai termovalorizzatori per essere bruciati.

PILE E BATTERIE  ESAURITE: Pile, batterie e accumulatori sono rifiuti pericolosi che non possono essere riciclati, ma sono destinati alla discarica dopo aver subito un accurato processo di inertizzazione.

 

Descrizione: oli_usati.jpgOLI  ESAUSTI: Gli oli vegetali (es.da cucina) e minerali (es.lubrificanti) sono rifiuti pericolosi, potenzialmente molto inquinanti. Vanno quindi raccolti separatamente, di solito presso le aree attrezzate comunali. L’olio minerale esausto è recuperato attraverso la “rigenerazione”, che dà una nuova base lubrificante.

 

Descrizione: Pneumatici-fuori-uso.jpgPNEUMATICI FUORI USO: Mentre le gomme usate, in buone condizioni, posso essere rigenerate e immesse nuovamente sul mercato, i pneumatici fuori uso vanno raccolti in maniera differenziata  ed avviati ad un particolare processo di recupero. Tramite uno speciale trattamento che ne prevede la triturazione, la gomma può essere quindi riciclata e riutilizzata in materiali bituminosi (asfalto), nei respingimenti delle barche, in cavi isolanti.

 

 

LE QUATTRO R: 1) RIDUZIONE – 2) RIUTILIZZO – 3) RICICLO – 4) RECUPERO

Le tradizionali forme di smaltimento La soluzione del problema della gestione dei rifiuti non è sicuramente semplice ma è tuttavia chiaro che sotterrare i rifiuti in discarica o incenerirli è impresa costosa ed accompagnata da rischi non trascurabili. Il corretto approccio invece vede nella gestione integrata, che contempla il concorso di piú modalità operative e la collaborazione di tutti, singoli e istituzioni, la migliore strategia e nel rispetto delle quattro priorità introdotte dal Decreto Ronchi, la regola delle "quattro erre", l'enucleazione del processo da adottare: Riduzione - Riutilizzo - Riciclo - Recupero.

1)       RIDUZIONE : minore produzione di rifiuti all'origine.

La riduzione alla fonte è la scelta primaria nella gestione dei rifiuti.

Usare una minore quantità di materiali per un prodotto equivale a ridurre l’estrazione e la lavorazione di materie prime e, contemporaneamente, la necessità di smaltimento.

La riciclabilità di un prodotto nasce ancora prima del prodotto stesso e presuppone notevoli cambiamenti nella progettazione, nella scelta dei materiali, nella produzione e nella distribuzione.

Non bisogna sottovalutare dunque il nostro potere come consumatori; con le nostre scelte possiamo orientare l'andamento commerciale generale sui prodotti eco-compatibili.
Pertanto, siamo chiamati in prima persona a:

o    preferire prodotti con imballaggi costituiti da minor materiale;

o    evitare prodotti in cui le singole porzioni da consumare sono a loro volta contenute in involucri singoli;

o    andare a far la spesa con la borsa di juta o cotone portata da casa;

o    scegliere prodotti di uso quotidiano sfusi, non confezionati;

o    preferire le eco ricariche disponibili per alcuni detersivi;

mentre i produttori a:

o    impiegare tecnologie pulite nella produzione dei beni che utilizzino meno materie prime, meno energia e determinino meno scarti;

o    progettare prodotti di lunga durata, facilmente riutilizzabili, recuperabili o smaltibili senza rischi per l'ambiente;

o    ridurre ed eliminare gli imballaggi superflui;

 

2)         RIUTILIZZO:  Il rifiuto è riutilizzato senza subire alcuna trasformazione; riutilizzare uno stesso prodotto

significa accrescere il valore d’uso del bene ed evitare di produrne altri per svolgere la stessa funzione; significa cioè diminuire il bisogno di nuovo.

Noi consumatori possiamo:

o    usare un determinato materiale più volte;

 

3)     RICICLO: il materiale che non serve più al suo scopo viene trasformato con trattamenti speciali di

lavorazione per essere utile ad un altro.
A noi consumatori sta il compito di selezionare dunque quanti più tipi diversi di materiale dai rifiuti, adottando la raccolta differenziata, in modo che possano essere in seguito sottoposti a questi processi di lavorazione per produrre nuovi materiali. Per realizzare ciò è comunque indispensabile attuare una buona selezione, cosí da poterli lavorare senza ulteriori passaggi tecnologici volti a rimuovere le impurità.

 

4)       RECUPERO: valorizzazione del rifiuto sotto il profilo economico per ricavarne materia seconda o energia.

I rifiuti non riutilizzabili e non riciclabili possono essere bruciati per produrre energia o utilizzati per produrre come materia seconda oggetti completamente diversi da quelli di partenza.

 

 

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: LA “QUINTA” ERRE.

Per arrivare a riciclare i rifiuti o a recuperare materia ed energia dagli stessi è necessario separare i flussi di materiali che saranno poi avviati alle diverse operazioni di recupero e riciclo. La raccolta differenziata, in quanto presupposto di ogni politica di smaltimento, costituisce quindi la “quinta Erre”.

La raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio o al recupero è una soluzione che consente di ridurre il volume da destinare e di risparmiare materie prime ed energia.

Al fine di rendere efficace la politica del riutilizzo dei rifiuti è necessario che si sviluppino nella popolazione sensibilità e attenzione ai problemi dell’equilibrio.
Deve cambiare innanzitutto la concezione stessa del rifiuto che deve essere considerato come una risorsa alternativa dalla quale ricavare energia e altri prodotti: Il rifiuto diventa quindi una nuova materia prima.

Affinché la raccolta possa svilupparsi al pieno delle proprie potenzialità, è necessario quindi il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i soggetti: dalle amministrazioni pubbliche, ai cittadini, alle imprese.